L’imposta di successione nel 2026 cambia volto: nuove regole, esenzioni più ampie e obblighi semplificati per chi eredita. Dal 1° gennaio, grazie al D.lgs. 139/2024 e al nuovo Testo unico imposte indirette (D.Lgs. 123/2025), le pratiche ereditarie diventano più snelle e le agevolazioni più accessibili, soprattutto per i trasferimenti tra genitori e figli.
Quali sono le novità dell’imposta di successione nel 2026?
Il 2026 segna l’abolizione definitiva del coacervo: le donazioni fatte in vita non si sommano più al patrimonio ereditario. Questo significa che donazioni e successione vengono trattate in modo separato e ciascuna beneficia di una propria franchigia, rendendo più agevole la pianificazione patrimoniale.
Una delle innovazioni più rilevanti è l’introduzione della doppia franchigia per i trasferimenti tra genitori e figli: fino a 2 milioni di euro complessivi (1 milione per donazione, 1 milione per successione) non si paga alcun tributo ereditario. Le aliquote restano differenziate in base al grado di parentela, ma le soglie di esenzione elevano sensibilmente i margini per trasferire patrimonio senza oneri.
Inoltre, l’imposta sul lascito si autoliquida: dal 2026 dovrai compilare il quadro EF della dichiarazione di successione, calcolare il dovuto e versarlo entro 90 giorni, con possibilità di rateizzare.
Chi ha diritto alle agevolazioni sull’imposta di successione?
Le agevolazioni più significative spettano ai parenti stretti, in particolare figli e coniuge del defunto. Per loro, la franchigia sale a 1 milione di euro per ciascuna delle due modalità (donazione e successione). Questo significa che, se ricevi beni sia tramite donazione in vita che per successione, hai diritto a due esenzioni distinte.
Altri familiari (ad esempio fratelli, sorelle e nipoti) possono beneficiare di franchigie inferiori, ma comunque più favorevoli rispetto al passato. Chi non rientra tra gli eredi diretti paga aliquote più elevate e non ha diritto alle stesse esenzioni.
Le persone con disabilità grave, riconosciute ai sensi della legge 104/1992, hanno una franchigia aggiuntiva rispetto a quella ordinaria, sommando un ulteriore vantaggio economico.
Come richiedere le esenzioni per l’imposta di successione nel 2026?
Dal 2026 il meccanismo di autoliquidazione semplifica la procedura: non devi più attendere la liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Inserisci nel quadro EF della dichiarazione di successione tutti i beni ereditati, calcoli la tassa di successione dovuta e applichi direttamente le franchigie spettanti.
Se la somma totale dei beni ricevuti da genitori non supera la franchigia di 2 milioni di euro (tra donazioni e successione), puoi dichiarare l’esenzione e non pagare imposte. Ricorda che il pagamento va effettuato entro 90 giorni dalla dichiarazione, ma è prevista la possibilità di rateizzare se l’importo è elevato.
Per ottenere le agevolazioni, è fondamentale conservare la documentazione relativa alle donazioni effettuate in vita, in modo da calcolare correttamente le franchigie residue.
Quali sono i requisiti per beneficiare delle agevolazioni?
Per godere delle nuove agevolazioni sull’imposta di successione nel 2026, devi:
- Essere erede diretto (figlio, coniuge) oppure familiare entro i limiti previsti dalla normativa;
- Verificare che il valore dei beni ricevuti, considerando donazioni e successione, non superi la doppia franchigia di 2 milioni di euro;
- Inserire correttamente tutti i dati nella dichiarazione di successione (quadro EF);
- Avere la documentazione che attesti eventuali donazioni già ricevute dal defunto.
Per i soggetti con disabilità grave, la normativa riconosce una franchigia aggiuntiva, ma occorre presentare la documentazione che certifichi il diritto.
Cosa cambia per gli eredi in termini di aliquote e deduzioni?
Dal 2026, le aliquote della tassa di successione restano differenziate in base al grado di parentela, ma i vantaggi per gli eredi diretti sono notevoli grazie alle nuove franchigie:
- Genitori e figli: esenzione su trasferimenti fino a 2 milioni di euro (1 milione per donazione in vita, 1 milione per successione);
- Altri parenti (ad esempio fratelli, sorelle): franchigia inferiore, secondo quanto disposto dal D.Lgs. 123/2025;
- Aliquote più elevate per eredi non legati da parentela diretta.
Non ci sono deduzioni ulteriori oltre alle franchigie, ma la separazione tra donazioni e successione permette una pianificazione più flessibile e vantaggiosa. La procedura di autoliquidazione obbligatoria rende il processo più trasparente e sotto il tuo controllo.
Infine, il nuovo Testo unico imposte indirette abroga la vecchia normativa (D.Lgs. 346/90), eliminando molte delle complessità che rallentavano le pratiche ereditarie.
Riepilogo: vantaggi per gli eredi nel 2026
- Doppia franchigia fino a 2 milioni di euro per parenti diretti;
- Donazioni in vita e successione trattate separatamente;
- Autoliquidazione dell’imposta direttamente in dichiarazione;
- Pagamenti semplificati e possibilità di rateizzazione;
- Maggiore trasparenza e più margini di scelta nella gestione del patrimonio familiare.
Se stai pianificando un passaggio generazionale, il 2026 rappresenta un’opportunità concreta per trasferire i tuoi beni ai figli o ai familiari più stretti con costi ridotti e meno burocrazia. Verifica sempre la tua posizione specifica e conservare la documentazione delle donazioni effettuate in vita ti aiuterà a sfruttare al meglio le nuove regole.
Luca Morandi
Consulente Finanziario Indipendente, Educatore Finanziario
Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari). Da oltre 10 anni aiuta famiglie e risparmiatori a pianificare i propri investimenti in modo consapevole, senza conflitti di interesse. Tiene corsi di educazione finanziaria nelle scuole superiori e collabora con associazioni di consumatori.
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