- Tutte le donazioni ai figli rientrano nel calcolo della quota di legittima.
- Nel 2026, ai figli spetta il 50% del patrimonio, al coniuge il 25%.
- Dal 2026, donazione e successione hanno franchigie fiscali separate di 1 milione di euro ciascuna.
- L'abolizione del coacervo fiscale consente una gestione più flessibile delle donazioni in vita.
Ti trovi nel tuo studio, avvolto dal silenzio e dalla luce fioca che filtra tra le carte. Davanti a te, il testamento di tuo padre: tra le pagine, le sue volontà e le tracce di una vita intera di scelte patrimoniali. Mentre leggi, una domanda affiora: cosa succede davvero ai beni che tuo padre ha donato in vita ai figli? E, soprattutto, quali di questi beni non rientrano nella quota di legittima?
Quali beni possono essere donati senza influenzare la quota di legittima?
Quando si parla di donazioni in vita ai figli, la prima tentazione è chiedersi se esista una categoria di beni che possa essere esclusa dalla quota di legittima. Nel 2026, però, non esistono beni che, per loro natura, restino fuori dal calcolo della legittima: tutte le donazioni ai figli vengono considerate nella riunione fittizia per verificare eventuali lesioni della quota riservata agli eredi.
Che si tratti di immobili, conti correnti, quote societarie o oggetti di valore, la legge prevede che ogni bene donato sia ricompreso nel patrimonio ereditario ai fini del calcolo. Non ci sono eccezioni automatiche: anche i beni mobili di uso personale sono soggetti, salvo che abbiano valore trascurabile rispetto all’intero asse ereditario.
Come si calcola la quota di legittima nel 2026?
La quota di legittima rappresenta la porzione del patrimonio che la legge riserva obbligatoriamente ad alcuni eredi, detti legittimari. Nel 2026, la percentuale destinata ai figli è fissata al 50%, mentre il coniuge ha diritto al 25%. Il resto del patrimonio può essere liberamente disposto dal testatore.
Per calcolare la quota di legittima si sommano tutti i beni presenti al momento della morte, ai quali si aggiungono le donazioni fatte in vita. Questo procedimento, chiamato riunione fittizia, consente di verificare che i legittimari abbiano ricevuto quanto loro spetta. Se le donazioni hanno ecceduto la quota disponibile, l’erede leso può agire per ottenere un indennizzo.
- Patrimonio attuale + donazioni in vita = massa ereditaria fittizia
- Quota di legittima: 50% ai figli, 25% al coniuge
- Quota disponibile: parte residua liberamente assegnabile
Quali sono le implicazioni fiscali delle donazioni in vita?
Dal 2026, la normativa fiscale sulle donazioni ha subito una modifica significativa con l’abolizione del coacervo fiscale. Ora, le franchigie per donazioni e successioni sono separate: puoi donare fino a 1 milione di euro per ciascun beneficiario senza incorrere in imposta, sia per la donazione che per la successione.
La novità introduce maggiore flessibilità nella pianificazione patrimoniale. Le donazioni fatte in vita non si sommano più alle somme ricevute per successione ai fini del calcolo dell’imposta, permettendo una gestione più strategica delle franchigie. Tuttavia, resta ferma la regola sulla tutela dei legittimari: l’aspetto fiscale non modifica i diritti garantiti dal Codice civile.
- Franchigia di 1 milione di euro per donazione e 1 milione per successione (dal 2026)
- Donazioni non più cumulative ai fini fiscali
- I diritti dei legittimari restano invariati
Quali beni immobili e mobili sono esclusi dalla quota di legittima?
La legge non prevede l’esclusione automatica di nessun bene, sia esso mobile o immobile, dal calcolo della quota di legittima. Ogni bene donato in vita viene imputato alla massa ereditaria, senza distinzioni. Questo vale per case, terreni, gioielli, opere d’arte, conti correnti o titoli finanziari.
L’unica eccezione riguarda i beni di valore trascurabile rispetto all’asse ereditario, come oggetti di uso quotidiano, che però difficilmente incidono sul calcolo della quota di legittima. In pratica, ogni bene che abbia un valore economico rilevante viene considerato nella riunione fittizia prevista dagli articoli 553 e seguenti del Codice civile.
Non esistono beni esclusi dalla computazione: ogni donazione ai figli, anche se di modico valore, può essere oggetto di verifica se il patrimonio complessivo lo giustifica. L’unica tutela concreta per chi dona è rispettare sempre le quote riservate.
Come evitare contestazioni legali da parte degli eredi?
Per evitare controversie tra gli eredi, serve pianificare con precisione ogni donazione e testamento. La normativa aggiornata prevede che, in caso di lesione della quota di legittima, il legittimario possa agire solo contro il donatario o i suoi eredi, richiedendo un indennizzo in denaro, mai la restituzione del bene a terzi acquirenti.
Il termine di prescrizione per queste azioni è di 10 anni dall’apertura della successione. Superato questo periodo, ogni diritto si estingue. Per ridurre i rischi di contestazione:
- Calcola con precisione la quota disponibile e quella di legittima prima di donare.
- Annota ogni donazione in modo dettagliato nei documenti patrimoniali.
- Informa sempre tutti i potenziali legittimari, così da evitare sorprese.
- Affidati a un notaio per la redazione di donazioni e testamenti, nel rispetto della normativa vigente.
- Considera la possibilità di stipulare patti di famiglia o accordi tra eredi, se il patrimonio è complesso.
Un altro aspetto pratico: se un bene donato viene venduto a terzi, chi ha subito la lesione della quota di legittima potrà chiedere solo l’indennizzo monetario e non la restituzione del bene. Questo garantisce una maggiore stabilità nelle transazioni e protegge gli acquirenti in buona fede.
Conclusioni pratiche: come tutelare il patrimonio familiare
Se ti stai chiedendo come pianificare le donazioni in vita ai figli senza problemi, la risposta è nella chiarezza e nel rispetto delle quote di legge. Non esistono beni esclusi dalla quota di legittima: ogni donazione entra nel calcolo della massa ereditaria.
Dal 2026, le nuove regole fiscali ti offrono maggiori opportunità di gestione, grazie alle franchigie separate e all’abolizione del coacervo. Tuttavia, la tutela dei legittimari resta un vincolo imprescindibile: ogni scelta va calibrata su questa base.
Pianifica ogni passaggio con attenzione, consulta un professionista e ricordati che la serenità familiare passa anche dalla trasparenza nella gestione del patrimonio. Così facendo, potrai donare oggi senza correre rischi domani.
Roberto Ferrari
Imprenditore e Business Angel
Founder di diverse startup di successo. Condivide la sua esperienza su strategie aziendali, leadership e gestione del capitale di rischio, offrendo mentorship virtuale aspiranti imprenditori.
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